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24 September Compagni di Viaggio.Il Cavaliere ed il Drago, incontratisi lungo la strada, riconobbero l'uno nell'altro la luce della Cerca.
E, pur se di mondi diversi, furono meno soli, sulla loro Via.
17 September Cenere.Aveva smarrito qualcosa: non sapeva dire nè come, nè quando.
E così, dopo lunghi giorni di gloria, giunse per lui il declino.
Inevitabile, lo combattè con tutto quello che gli era rimasto nel cuore: ma non era molto, poichè molto aveva investito. Lo osservai, e fu come guardare una belva dibattersi per non morire di fame. Ostentava uno sguardo fiero, ma il passo iniziava a farsi incerto. E le pupille a volte, dardeggiando da destra a sinistra, esprimevano una richiesta d'aiuto che la sua bocca mai e poi mai avrebbe scandito. Come un tempo, gli occhi si perdevano rapiti da qualcosa, oltre, che lui solo era in grado di cogliere: ma anzichè brillanti ed abbandonati parevano opachi e immobili, come se stessero osservando una festa a cui lui sapeva di non poter più prendere parte. Diceva di essere stanco. "Sono stanco", diceva.
Non lo sembrava, all'apparenza. Continuava a vivere, senza fermarsi un attimo, ma chi lo conobbe nei giorni migliori si accorgeva di come la forza, che prima emanava con noncuranza, ora la spremeva fuori di sè come le ultime gocce da uno straccio umido.
Consumava più vita di quanta non ne avesse: perchè l'essere per lui era una fiamma, tanto che aveva ormai disimparato ad esistere senza bruciare. E non avendo più abbastanza legna dentro di sè - così disse - da gettare nel fuoco, iniziò a consumare sè stesso.
Una sera, sfinito, seduto dinnanzi al camino, mi guardò.
"Ricordi quand'eravamo bambini, quegli interminabili giorni prima di Natale? Ci struggevamo dal desiderio di aprire i nostri regali, passavamo notti insonni. Mio padre, attaccando le luci all'albero, una volta mi disse che donare era molto più bello che ricevere. Non ricordo... con che parole me lo disse, ma ecco, era così. E io sapevo che doveva esserci del vero, ma ero tanto pieno di desiderio da non riuscire a capacitarmi di come fosse possibile. Non lo sentivo. Solo molti anni più tardi imparai da solo che quella non era un'opinione, o una lezione di buoni sentimenti. Ma la pura, limpida, verità".
Attesi.
"Se un destino crudele ti impedisse di amare ed essere amato allo stesso tempo. Se per un folle gioco ti venisse imposto di scegliere una sola delle due possibilità: amare o essere amato. Tu, che cosa sceglieresti?"
Feci per rispondere, senza esitare. Ma mi fermai.
Non perchè dubitai della risposta. Ma perchè vidi, con certezza, che cosa aveva smarrito: la cosa che stimava più preziosa, che nessuno, eccetto egli stesso, poteva ritrovare per lui. Restai seduto, senza sapere che dire. Ormai guardava lontano.
Ritrovarono i suoi abiti, mesi dopo. Un bel vestito blu, pieno di una sottile, grigia cenere. |
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