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    30 August

    Di nuovo! Ovvero: breve introduzione alla nuova stagione di caccia.

     
    Riaprono i battenti, si rinnova la Cerca.
    La realtà si riaffaccia dolcemente in uno studio in cui sono riuscito a filodiffondere l'Indie, visto che i Soci sono ancora chissà-dove in vacanza. Colleghi e segretarie sembrano apprezzare i miei sforzi e mi chiedono di aiutarli ad espadere i loro orizzonti, alchè rispondo consigliando audaci esperimenti electro-brit. L'obbiettivo è scremare drasticamente i sommersi dai salvati: chi resiste è degno di essere iniziato.
     
    Il Mar Egeo mi ha salato a dovere, smussandomi come un tiepido ciottolo, inoculandomi una strana calma che ricorda vagamente i miei esperimenti di sedicenne alla scoperta dei cannabinoidi. Dentro di me ci sono virgole e decimali che sono leggermente cambiati, lo sento. Entro breve mi metterò sulle tracce del "come" e del "dove". Se avanza tempo, anche del "perchè". Nel frattempo, il Branco è scosso dai soliti drammi della concupiscenza, aggravati dal mancato ricambio dei protagonisti. Mi sembra di vivere in una di quelle telenovele da un milione di puntate, in cui i protagonisti sono sempre i soliti e alla terza stagione tutti sono stati con tutti, generando un caos di rapporti di proporzioni bibliche. Ormai, aprendo bocca si ha automaticamente un buon 50% di probabilità di incorrere in una gaffe. La percentuale sale di un 10% per ogni persona all'ascolto oltre alla prima. Per fortuna la mia fama di umorista sarcastico mi fornisce una comoda scappatoia. L., ulteriormente traumatizzato dai recenti eventi, passa il suo tempo cercando di raccapezzarsi e di formulare un prontuario di vita, analizzando il pattern di comportamento femminile nelle sue varie diramazioni. Giunge invero a conclusioni interessanti dal punto di vista teorico, per quanto incompatibili con la mia visione del mondo: il giorno in cui mi accorgerò di relazionarmi al prossimo consultando un manuale (non scritto) di sopravvivenza o di massimizzazione del profitto, lo prenderò come il definitivo segnale del momento di cambiare continente. 
     
    Il germoglio del giglio bianco (o del tulipano nero) è ancora lì, parecchio rinsecchito. Il terreno è sì migliore rispetto a qualche tempo fa, ma ancora scandalosamente refrattario. Naturalmente la fraulein da vacanza non appartiene a questo contesto, potendo ben essere rubricata alla voce "acquagym". Con tanto di post-sigarette malinconiche sul terrazzo, una specie di incubo di clichè. Non mi resta, avrei detto ieri, che sedermi sull'erba, fumare una chesterfield light greca e sperare che la cenere concimi. Ma è tempo di cambiare prospettiva. Ormai mi sto osservando come l'oggetto di un esperimento. Come l'etologo preoccupato per il suo panda in cattività che non copula. Ciò non va bene: bando alle schizofrenie, si era detto. Non posso disperdere le mie energie alimentando i miei vari me stesso: si torna tutti alla base, e badate che a mezzanotte si chiude e chi resta fuori è fottuto. L'unicità è un traguardo strumentale che non voglio rischiare di mancare. E a tal proposito:
     
    Seduto in seiza davanti al sensei, mi predisponevo ad ascoltare una serie di consigli tecnici. Egli invece senza saperlo mi rivelava perchè, colto da un improvviso slancio, mi ero addentrato lungo la via della spada. "L'essenza del Kendo è armonia. Tutto deve essere una cosa sola. Il tuo spirito deve essere una cosa sola. La tua spada deve essere una cosa sola. Il tuo corpo deve essere una cosa sola. E infine, spirito, spada e corpo devono essere una cosa sola, insieme. Questo è il principio detto Ki Ken Tai Ichi". Mentre annuivo, pensavo che forse qualcosa del Destino esiste davvero.
     
    Bene, penso sia ora di suonare il corno.