| Cavalier's profile- Castel Autunno -PhotosBlogLists | Help |
|
30 March Fiore di ciliegio.Ogni uomo conserva, più o meno nel profondo, il gusto per la battaglia. La via della spada non si esaurisce nel combattimento, ma lo trascende per divenire una strada, una regola dolce e totalizzante, un modo di esistere. Attraverso il duello, i kendoka esprimono loro stessi, comunicano senza parlarsi. Ogni movimento è così carico di spirito, che dal tuo sguardo e da come fai oscillare la spada verso la mia testa riesco quasi a capire chi sei. Dei miei compagni di dojo, con cui ho l'onore di scontrarmi regolarmente, conosco cose che loro stessi non sarebbero mai riusciti a spiegarmi, e che io stesso non saprei riferire a voi. Anche il ritmo del mio respiro, durante la meditazione che inizia e conclude ogni allenamento, dice qualcosa di me. La postura, il modo in cui mi inchino verso l'altare, o indosso il men, la maschera. L'orgoglio con cui stringo in un fiocco i lacci del tare-machi con il mio nome. Ascoltando il kiai di un kendoka, è possibile dire con certezza se è ancora artefatto o se davvero esprime il suo spirito: non esiste alcuna regola per farlo, ma è così. Del combattimento ho imparato ad amare ogni cosa. Il fruscio dell'hakama, quando ci si muove di lato studiandosi. Gli occhi del mio avversario nell'ombra della sua maschera. I piedi nudi sul tatami. Le punte degli shinai, le spade, che si incrociano saggiandosi. Il rispetto. Il sudore che cola sul naso, da sotto il tenugui. Lo schianto secco della spada sulla corazza. Perfino il dolore di un colpo che arriva fuori dall'armatura. I gesti parlano, ed hanno un significato fuori dal tempo e dalla comprensione. L'azione ha un senso intrinseco, che non significa altro se non sè stessa nella propria purezza e sincerità. Lo shinai guizza verso la gola, parato all'ultimo istante con un piccolo gesto del polso: bambù contro bambù. La risposta è un colpo alla testa, alzo fintando un men, scendo cercando il fianco. Ci colpiamo a vicenda. Non esiste nient'altro. Ogni cosa ha un senso, ogni movimento un significato. Nulla è inutile od ornamentale. E tutto è carico di una bellezza primeva, e trasuda dell'istinto delle belve, e della disciplina degli uomini. Poesia, filosofia dell'azione. Alla fine, saremo grati all'avversario che ci ha colpito, per averci mostrato dov'è la nostra debolezza. Saremo felici di aver colpito, per aver mostrato al nostro compagno un pezzo della strada. Ci inginocchieremo ed ascolteremo le parole dei maestri. Chiederemo consigli ai sempai. Risponderemo alle domande dei kohai. E'bello pensare che fino alla fine ci sarà almeno un maestro, almeno un sempai, almeno un kohai: la Via è infinita, inesauribile. 26 March Trentaquattro.Venerdì sera sentii il pungente bisogno di riflettere sulla situazione.
Come in ogni occasione in cui mi impegno nell'analisi di qualcosa che mi riguarda direttamente, preparai una tazza di tè e mi concessi una sigaretta durante l'infusione. Dopo pochi passi di analisi logica sul terrazzo, sentii il Libro che mi chiamava. Spremetti una sigaretta ancora a metà e rientrai per cercarlo. E lo trovai. Me ne ricordo, spesso, in questi frangenti. E poi torna in un angolo della mia libreria e della mia mente, riflettei. E così, anche per rinnovare il mio rapporto con il Libro, decisi di fargli una domanda: come si evolverà la situazione tra me e lei? Ricordando di aver lasciato i miei cinquanta steli in un'altra città - e in un'altra vita - utilizzai le tre monete, ricordandomi di quando, anni fa, questo era per me un rito frequente. Lanciai le monete per le sei volte, sentendomi molto partecipe e ben focalizzato. Il Libro mi premiò rispondendomi in modo molto limpido. Ottenni l'esagramma trentaquattro, il Grande Potere. In forma statica, nessuna linea mutevole. Curioso, visto che avevo posto una domanda su un'evoluzione: evidentemente qualcosa blocca il corso degli eventi. Ed infatti è così, mi spiegò il Libro: sei tu. Lessi avidamente il testo dell'esagramma, che non mi era molto famigliare. Quello del Grande Potere è un momento in cui sono libero di scegliere la strada: sembra che il flusso delle cose mi stia concedendo di piegarlo, impercettibilmente ma significativamente per me, in una direzione. Attenzione, però, mi avverte il Libro: nel frangente di Grande Potere tu e le tue azioni avete una grande influenza sulle persone che ti stanno accanto. Scegli con saggezza. Dunque, alla domanda postagli il Libro mi ha risposto: dipende da te. In questo momento possiedi l'influenza necessaria per scegliere cosa sarà di questa situazione. Sii prudente. Con un piccolo brivido, lessi la parte che diceva: "Occorre conciliare il proprio Sè con i valori tradizionali". E' proprio così. Il desiderio e la ricerca della felicità che si scontrano con il Valore. Mi hai fregato, pensai. Desideravo un segno di quello che sarebbe stato, forse per adattarmi ad esso. Sarebbe fin troppo semplice se gli eventi scivolassero da soli in una direzione, scegliendo per me. Forse è questo che ho sperato. E invece il Libro mi ha messo di fronte alla mia responsabilità: nulla accadrà, finchè tu non farai la tua scelta. Il corso delle cose sta aspettando te. Bene. Ti ringrazio. Chiusi il Libro, soddisfatto. Carl Gustav, avresti gradito questa interpretazione. Uno di questi giorni rileggerò la tua prefazione. Andai a bere quel tè, e mi preparai ad uscire. 20 March Catena d'argento.Quanto eri vicina, avevamo un solo menu. Il resto della tavolata era un fruscio colorato, da qualche parte, in un altro mondo.
Il tuo vestito blu lambiva un angolo del mio sguardo, come un mare. Di fronte lui, che non riuscirò mai ad odiare. E fingendo di leggere, indugiando, sentirsi scivolare giù, lungo la sedia, lungo la consapevolezza dell'errore che non dovevo ripetere: ma non importa. Inebetito, drogato - incredibilmente, contro ogni ragione - appagato! Semplicemente da ciò che provo. E la gratitudine per questo dono - la riconosco, la ricordo - è l'inizio di un'adorazione. Dov'è quel salutare egoismo? Il desiderio di possedere? C'è, legato e incatenato talmente bene che quasi non si sente. A che serve? Tanto lo sai che non puoi. Ma lui, accoccolato e minaccioso, mi fa sapere con le sue zanne e i suoi occhi luccicanti che gli serve solo un'occasione, una sola! per spezzare le catene come grissini, sbranare me, i miei ideali, il mio stupido contegno, e prendere il posto che gli spetta. E' un bluff. Sono più forte, e non è questa la volta in cui posso lasciarti libero. Devo tenerti in catene, e godermi questo splendido calore ancora per un po', solo per un po'. E non importa. Finirò, ancora, per avere una dea. E aspetterò, di nuovo, che una creatura di carne e sangue, che io possa toccare, venga a mostrarmi la via per evadere dalla mia prigione sfavillante. "Allora, che prendiamo?"
"Non ne ho idea, stavo solo fissando il menu" Sorrisi. Ma forse no. Forse questa volta non andrà in quel modo. Chi può dirlo?
Forse i giorni hanno in serbo per me qualcosa di nuovo. E con le mie bacchette d'argento rubavo dal piatto di L. un prelibato boccone, scoppiando poi a ridere per la sua faccia. "Come pensi di rimediare?" "Dai, è San Patrizio, poi ti offro una birra. Ti sei messo qualcosa di verde?" "No." "Neanch'io. Senti." "Mh." "Ce la facciamo?" "Riguardo a?" "Così, in generale." "Sì, penso di sì." "Ottimo! Lo penso anch'io. Questo merita un brindisi." 12 March Fante di Quadri.Venerdì balli e vedi l'alba, sabato praticamente lavori. Succede che quella notte, alla venticinquesima mano di briscola chiamata, obnubilato da vin santo, grappa julia e franziskaner, ti senti particolarmente vicino a dio, o al nirvana. E sei morbido nelle sue braccia come un asciugamano pulito. E gli amici sono tutti eroi, e le amiche tutte bellissime. E la vocina che hai deciso di non ascoltare - anche se per ora ti piace godere del suo suono - è ridotta ad un sussurro ammaliante.
Chi è il socio?
E ti trovi a fissare con un sorriso il fante di quadri: il quale è un tipo sveglio, capisce al volo che tu hai capito, e ti fa' l'occhiolino con aria complice, prima di tornare a fissare il vuoto perfettamente di profilo. Purtroppo non ricordo esattamente cosa ho capito, ma è stata una piacevole serata. 08 March Lucida Mela Rossa.Fai attenzione a ciò che desideri, perchè potrebbe esserti concesso.
Ed eccomi esaudito: nella pancia il nodo caldo che così follemente ho cercato. Scoperto con il più antico dei rimedi: smettendo di cercare. Semplicemente ascoltando, l'ho sentito, e ora mi chiama. Tutto sarebbe così bello e perfetto, se non fosse per il particolare, così futile! che non posso rispondere. Tu. Proprio tu, tra tutte. Quel tremore che sento nei muscoli sopra il cuore, vibrazione di tutte le viscere, la tensione di braccia che -improvvisamente- si scoprono legate, e fremono di frustrazione. Liberaci!, ruggiscono. Ma no.
Ecco giorni in cui sono chiamato a vivere, ancora una volta: parola data, rispetto, codice, onore. Ne sarò all'altezza, ancora?, mi chiedo, mordendomi un'unghia. Oppure, oppure è proprio questa quella volta in cui mi schianto al suolo tra sangue parole e piume, come l'ultimo degli angeli caduti. E cosa sarebbe più giusto, e cosa più bello?
Non allontanare da me questo calice, che IO ho chiesto e di cui sono felice: ho così sete, anche fosse amaro, che sollievo! Ho desiderato il sentire, più del suo coronamento (sciocco!). E quindi, soltanto il primo mi è concesso. Per ora. |
|
|