| Cavalier's profile- Castel Autunno -PhotosBlogLists | Help |
|
February 29 Visceralia"Certo che batte, eh"
Batte, sì. Certo che batte. Non capita spesso di vedere il proprio cuore su uno schermo. A me succede, di tanto in tanto. E quelle caverne - che sembrano grotte sul mare-, quei lembi che sfarfallano come tende agitate dall'aria sembrano un po' aliene, e un po' fragili. Sono io, quello? E mi parlano di quel mondo, sotto la pelle, che visito solo quando qualcosa si guasta. Vorrei meravigliarmene spesso, e nonostante la sua quotidianità riuscire ad ammirarlo, davvero, mentre funziona. Il sangue, sapete, è rosso ed esiste e corre anche quando non si vede. Non occorre tagliarsi. La macchina colora il suo flusso, un miscuglio di blu e vermiglio che io non so interpretare, e mi ipnotizza. "Alto e sottile.. come il padrone" Non sembra che batta, sembra più che un vento ci passi attraverso. Sembra qualcosa di vivo che si affanna per respirare. E canta una canzone bassa da baritono, nel microfono umido di gel appoggiato al mio petto. Nella stanza buia, illuminati dalla luce del video, la ascoltiamo. February 12 Cerotto.E' necessario vivere, bisogna scrivere.
Sono rimasto a lungo dietro questo velo, pensando a cosa dire. Ma la verità è che forse posso raggiungervi comunque, anche senza sapere come spiegarvi, quindi eccomi, oltre il muro delle cose che non posso disegnare per tutti, ma solo sentire e vivere. Un passo dietro l'altro, e continuare a viaggiare. Sapete, nonostante tutto, o forse proprio per questo tutto, il futuro ha un buon profumo. Anche le mie radici sono più morbide, come a dirmi che vogliono andare. Viaggiare. Quanti scalini tra esistere e vivere, toccare e percepire, ascoltare e sentire, guardare da questa finestra e vedere? E' quanto si sceglie di essere intensi che conta, quanto lasciare entrare, quanto dare? Quanto scavare. Quanto addentrarsi. Meglio essere leggeri come piume o far tremare la terra, o trovare l'equilibrio?
Ma io vorrei bere un'onda, prendermi tutti i raggi del sole, toccare dove scotta per rifarmi una pelle, soffiare finchè non ho più fiato, per sentire poi come mi riempie l'aria. Troppo, dite? Dovrei galleggiare nel tiepido, salire alle mezze altezze, scendere fino a fermarmi tra fondo e superficie? Ma forse basta seguire il sentiero, creandolo. Un passo alla volta. Ognuno guiderà il successivo, sentendo come un segugio.
E' solo che oggi sembra proprio Primavera. Anche se fuori il vento è freddo? Sì.
Le stagioni non sono questione di calendario. Essere a casa non è questione di coordinate. Ora che il muro è infranto, vi rivedrò. Presto. |
|
|