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30 October Respiro.Tiglio, chiodo di garofano, miele, respiro di drago, per placare l'istrice nella mia gola. Lenito dal liquido caldo e profumato, carico di lunghe ore di veglia, sono scivolato via dal mondo in un mulinello di lana e cotone. Pensando alle chimere.
E sono tornato da te, forse per l'ultima volta.
Di nuovo in quel corridoio, seduti l'uno accanto all'altra. Io parlavo, tu scuotevi la testa, e nulla sembrava raggiungerti, e le mie parole rimbalzavano lontano, fuori dalla finestra, nel prato. Ho ricordato tutto: le scritte sul muro dietro di te, il freddo che faceva, il colore del tuo maglione, il profumo della cioccolata, lo sgocciolare dei caloriferi. I giorni, pochi, ma così luminosi. Il parco in cui non sono più tornato: l'avevo scordato, ma ora sento di nuovo il sole che mi solletica la schiena. Il tuono di quella porta che colpii con un pugno. L'avevo scordata, ma ora sento ogni fibra del legno che mi tagliava le nocche. Te n'eri già andata, e ti vedo, ti vedo mentre esci da quella porta. E così, da Idea, hai ritrovato una forma, con curve e angoli e colori.
E ti ho messa via. Al mio risveglio, curioso, ho provato a cercarti. E credevo di averti trovata, ma poi ho capito che non eri tu. Ho riso un po' dell'ironia della cosa. Eccoti: ancora vivida nel passato, ma così lontana! E sparita, sparita dal presente come una bolla di sapone. Sono sinceramente sorpreso, dico davvero. Come è accaduto? E se era così semplice, perchè ci è voluto così tanto, tanto tempo?
Le risposte, dissi una volta, sono dentro le persone. Ma non vi nascono: nascono fuori, nel mondo. Siamo come setacci, e dobbiamo muoverci in questa vita, filtrando tutto quello che riusciamo a toccare: gesti, parole, istanti, vite intere, e quello che tutti i sensi ci suggeriscono. E solo allora possiamo guardarci dentro, per cercare di capire cos'abbiamo raccolto, e dargli un nome, un senso. Spesso non si trova che un indizio su dove e cosa correre a setacciare, di nuovo.
Non è divertente, in fondo? Possiamo perfino, incontrandoci, scambiarci i nostri frammenti d'oro: forse io ho una parte della tua risposta, e tu della mia. Forse è per questo che non ci separiamo. Quello dell'introspezione, della ricerca interiore, è un momento imprescindibile: ma non è l'unico. Ecco dove mi sono arenato, una volta. L'Io è un labirinto in cui ci si smarrisce facilmente, per quanto si creda di conoscerlo. Non si può prescindere dall'esplorazione del mondo, delle cose, pena il continuare ad attorcigliarsi sugli stessi dati, senza senso, senza costrutto. E' per questo che voglio rimanere qui. Anche quando il carro alato che ho dentro cerca di strapparmi via da questa terra, è qui che io sono, è qui che esistete anche voi, ed il sole, la musica, e tutto il resto. Certo mi posso concedere qualche licenza, o una vacanza di tanto in tanto. Ma voglio essere qui ed ora. Cosa crede di poter capire un eremita? Occorre essere almeno in due, per poter guardare il mondo. Come qualcuno sa già. 22 October Sono giorniChe mi rapinano il tempo.
Ho pochi attimi per pensare, quasi nessuno per scrivere: posso solo agire.
Sembra che una forte corrente mi trascini.
Tutto, intorno, sembra essere così inesorabile.
Non appena approderò, da quel lido avrete di nuovo mie notizie.
Vostro,
D. |
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